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Scienza e natura

Pubblicato: 14/12/2007

Autore: Fredy Brauchli

Graduatoria

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Anemonenfische Symbiose

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Sattelfleck-Anemonenfisch (Amphiprion polymnus) verdankt seinen Namen dem weissen Fleck auf seinem Rücken bzw. Körperoberteil. Zuweilen ist er relativ dunkel gefärbt.


Schwarzflossen-Anemonenfisch (Amphiprion melanopus), dessen Färbung mit zunehmendem Alter dunkler wird. Mit Ausnahme des vorderen Kopfes, der orangefarben bleibt.


Stachel-Anemonenfisch (Premnas biaculeatus) verdankt seinen Namen dem deutlich sichtbaren Stachel an den Kiemendeckeln. Er ist der einzige Anemonenfisch der Gattung Premnas.


Weissbinden-Glühkohlenfisch (Amphiprion frenatus). Männliche Exemplare bleiben leuchtend orange und sind deutlich kleiner als weibliche. Zudem weist das Weibchen der ziemlich rauflustigen Art einen dunklen Körperfleck auf.


Clarks Anemonenfisch (Amphiprion clarkii), ein praktisch im ganzen Gebiet des Indopazifiks anzutreffender Generalist unter den Anemonenfischen.


Westlicher / Falscher Clownfisch (Amphiprion ocellaris), bekannt geworden als „Nemo“ ähnelt dem echten Clownfisch und verfügt über keine schwarzen Begrenzungslinien an den weissen Querstreifen.


Malediven-Anemonenfisch (Amphiprion nigripes), in einer durch El Niño ausgebleichten Prachtanemone.


Oranger Anemonenfisch (Amphiprion sandracinos) mit breitem, charakteristischem Streifen beim Maul beginnend über den gesamten Rücken.


Rosa / Halsband-Anemonenfisch (Amphiprion perideraion) verfügt ausser dem weissen Rückenstreifen über ein Halsband und ist bräunlich-rosa gefärbt.

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Pesce pagliaccio crociato (Amphiprion perideraion), striscia dorsale bianca e collare bianco a formare una croce, livrea fondo arancio chiaro o rosa.

Pesce pagliaccio crociato (Amphiprion perideraion), striscia dorsale bianca e collare bianco a formare una croce, livrea fondo arancio chiaro o rosa.

Pesce pagliaccio

Il commensale degli anemoni è uno dei beniamini dei sommozzatori tropicali. La sua osservazione è semplice anche per principianti. Ma per identificare correttamente le vaie specie bisogna fare attenzione.

Il nome di pesce pagliaccio è dovuto alla sua vivace e spigliata apparenza. Fa parte della grande famiglia dei pomacentridi, caratterizzati dall’opercolo branchiale munito di spina. Ne esistono 28 specie diverse, 27 delle quali appartenenti alla sottofamiglia Amphiprion e 1 alla sottofamiglia Premnas. La sua diffusione è limitata al Pacifico Indiano tropicale, ossia all’Oceano Indiano, il Pacifico occidentale e ad alcuni mari minori, come ad esempio il Mar Rosso.

Fedele al suo territorio e simbionte affidabile

Il pesce pagliaccio, chiamato anche pesce anemone, vive in stretta simbiosi con gli anemoni marini in profondità fino a circa 15 metri; le varie specie preferiscono di volta in volta specie di anemoni diversi. Questi pesci ad attività diurna sono territoriali e si allontanano pochissimo dal loro anemone simbionte, per ritornare al più presto nella ambito protetto della loro "casa". I pesci pagliaccio sono nuotatori poco agili, e la protezione dell’anemone ospite è per loro di importanza esistenziale, poiché sono i tentacoli urticanti dell’anemone a proteggere questi simpatici pesci dai loro nemici predatori. Dall’altro canto, i pesci pagliaccio difendono coraggiosamente il loro commensale dai suoi nemici, ad esempio dai pesci farfalla e dai pesci balestra. Ma anche da nemici di mole maggiore e perfino da sommozzatori. Inoltre i pesci pagliaccio provvedono all’igiene personale del loro ospite, ripulendolo regolarmente. Ma per quale motivo i pesci pagliaccio riescono a nascondersi tra i tentacoli urticanti degli anemoni senza risentirne in alcun modo? Si assume che il pesce pagliaccio, soffermandosi continuamente tra i tentacoli dotati di capsule urticanti dell’anemone assorbiscano un muco prodotto dall’anemone a causa del quale il loro anemone ospite non li riconosce più come estranei. Ma è anche possibile che nella pelle del pesce pagliaccio manchino determinate sostanze biochimiche che attivano la scarica urticante delle capsule, come invece succede per gli altri pesci.

Una struttura famigliare sorprendente

Conosciamo tutti le immagini di numerosi pesci pagliaccio nascosti tutti nello stesso anemone. Il modello è sempre lo stesso: l’animale più grande, che è anche quello dominante, è la sola femmina del gruppo. Al secondo posto poi si trova il secondo pesce per grandezza, il maschio. Sono solo questi due animali a procreare. Tutti gli altri pesci pagliaccio più piccoli occupano ranghi inferiori nella gerarchia famigliare e sono tutti maschi, la cui crescita è repressa da oppressione sociale. Quando la femmina dominante muore, il numero due, il maschio procreante, cambia sesso nel giro di una settimana e diventa femmina e, con ciò, il nuovo, o meglio, la nuova numero uno della famiglia. _Prima che la femmina deponga le uova è compito del maschio pulire il substrato al piede dell’anemone. A deposizione delle uova avvenuta è nuovamente il maschio responsabile di mantenere pulire le fino a 250 uova e a sventolare le pinne pettorali per mantenere in movimento l’acqua circostante. Già dopo una settimana i piccoli sgusciano in forma di larve. Tendono a rimanere nelle prossimità del loro luogo di nascita, per poi cercare, dopo ulteriori due o tre settimane e in forma di giovani pesci, la protezione di un anemone della quale hanno bisogno per sopravvivere.

Una specie famosa ben oltre il mondo dei fondali

Il film di Walt Disney "Alla Ricerca di Nemo" ha reso famoso una specie particolarmente buffa di pesce pagliaccio – il pesce pagliaccio falso (Amphiprion ocellaris), dimorato nel Pacifico occidentale e a settentrione dell’Australia, dalla smagliante livrea arancione. Nella zona circostante la Nuova Guinea vive il suo sosia, il vero pesce pagliaccio (Amphiprion percula). Le zone di diffusione delle due specie di pesce pagliaccio o anemone non coincidono neanche parzialmente e per identificarli con sicurezza occorre osservare con attenzione i pesci. La caratteristica: le tre strisce bianche del pesce pagliaccio vero presentano un netto bordo nero._Purtroppo la parte cinematografica di "Nemo" ha fatto sì che la popolarità di questi divertenti animali sia cresciuta in maniera esponenziale. Non sono pochi i bambini che desiderano un Nemo tutto loro nell’acquario di casa – con conseguenze disastrose per ambedue le specie di pesce pagliaccio. Forse potremmo, in qualità di "esperti", dare un contributo alla protezione dei pesci pagliaccio avvisando amici e conoscenti delle conseguenze deleterie di un tale comportamento. Perché i pesci pagliaccio – se possibile provenienti da allevamento nostrano – sono adatti solo alla cura di esperti acquaristi di acqua salata. Ma ognuno deve decidere in base alla propria coscienza, se nove di dieci pesci pagliaccio catturati devono morire lungo il tragitto che li porta nei negozi di animali nostrani. Nell’acquario poi, i pesci pagliaccio sono difficili da ambientare in quanto sofferenti di parassitosi della pelle e vivono una vita più breve e, presumibilmente, più triste che in libertà.